Viaggio nel Ponente ligure. Il confine sconosciuto

Il Ponente Ligure è un’idea, prima di tutto. Oltreché essere un’espressione geografica fatta di mare, salsedine, entroterra con montagne, funghi e castagni. A Ponente si sta bene, anche se tutto ormai è cambiato. Da Arma di Taggia (città in cui Tommaso Landolfi terminò i suoi giorni di flaneur, e giocatore), a Sanremo (dove c’è il Casinò), a Ventimiglia dove a volte la vita stessa (per certi migranti) è divenuta una tragica scommessa. Il mare è di casa. Bello, verde, azzurro, ha tutti i colori del sole quando trafigge l’acqua. Lo hanno cantato scrittori come Biamonti, Orengo, Calvino. La speculazione edilizia non ha ucciso il Ponente: lo ha reso semplicemente più prezioso. Queste pagine tentano di ricreare davanti agli occhi un mondo che pensiamo di conoscere ma in realtà inafferrabile.

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