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Le decadi delle sette terre. Ayrin di Arilynn e il Tomo della Creazione

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Il mondo di Ardht ha alle sue spalle duemila anni di una storia controversa, della quale gli stessi abitanti non conoscono bene né gli inizi né gli sviluppi. L’unico testo storico che li informi sulle loro origini, collocate nelle cosiddette Epoche Oscure, è il Libro delle Origini, ma questo libro, compilato attorno al IV secolo, non è che un cumulo di menzogne, scritto in un linguaggio poetico sublime, al solo scopo di costruire una mitologia di fondazione, consolatoria nei secoli. In uno dei momenti peggiori della bimillenaria storia delle Terre di Ardht, sette Regni uniti fra loro da un patto di ferro e da un inestricabile intreccio di parentele, l’ultima Custode della Breccia, Ayrin di Arilynn, una giovane donna dispotica, ma coraggiosa e animata da un amore sincero verso la sua terra e i suoi abitanti, viene in possesso di un libro misterioso, il Tomo della Creazione, che potrebbe forse contenere una visione nuova del mistero delle origini. Attorno al possesso e all’interpretazione del misterioso Tomo, del quale molti vorrebbero impadronirsi, si dipanano molte avventure, a volte futili, ma mai ininfluenti, fino allo scontro finale con il nemico eterno, l’Orda. Una storia corale, fra fantascienza e fantasy, che vuole anche essere una metafora di quanto servano ai popoli, ovunque essi si trovino, i due antitetici principi della verità e della menzogna, un binomio affrontato da tutti i personaggi con sincero disincanto e con scanzonato umorismo.