Unessential Dublin

Unessential Dublin è un titolo bizzarro. Di solito le guide di viaggi sono “essential” , o vogliono proporsi come tali, per essere acquistate e fruite sul posto fornendo indicazioni pratiche, spicce e concrete. In direzione diversa si muove questo tributo a Dublino, squisitamente letterario e nello stesso tempo affollato di persone, colori, sapori. Basta una minuscola suggestione perché la scrittrice ci porti lontano: ed ecco, siamo a Dublino con lei, ma siamo anche in un sentiero che ha molto a che fare con noi, con quella città e quella storia, con pensieri che potevano essere stati nostri ma non li abbiamo fermati, con ipotesi concrete e strade di vario tipo: una larga, comoda e veloce, una deviazione, un sentiero imprevisto, acciottolato o sterrato, lastricato di asfalto perfetto o uno in ombra con buche impreviste, non importa. Questo romanzo breve- non saprei definirlo altrimenti, – di Campolongo è diviso in capitoli sintetici ma che contengono tutto. Piccole distonie, attualità, riferimenti a Joyce e a Bacon (indimenticabile e maestoso esempio di sensibilità narrativa e artistica il capitolo dedicato al momento in cui l’autrice- guida, la donna Virgilio che filtra per noi questo viaggio non viaggio, vede lo studio del pittore alla Hugh Lane Gallery per la prima volta: indimenticabili le riflessioni e la percezione che ne riceve e che ci comunica nel capitolo A terribile beauty: “Come l’alcova di un bordello, lo specchio gli serviva a guardarsi mentre faceva l’amore con la tela, sono sicura.”

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